Origine del nome

Il toponimo ROCCACARAMANICO è composto da due parti: la prima ROCCA, dal latino "sasso, rupe", assumendo nei secoli vari significati quale quello di "fortezza sull'alto di un monte".

Cenni Storici

E' ipotesi corrente che, Rocca di caramanico, sia sorta come punto strategico, di osservazione e di difesa, dell'accesso alla valle.La sua storia si intreccia con quella di Caramanico: risultano, infatti, entrambi nell'anno 875 data di fondazione del Monastero di Casauria, tra i possedimenti della badia.
Tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo si hanno alcune notizie riguardanti interessi, dei signori Cantelmo di Pacentro, in Roccacaramanico. Successivamente le signorie dei D'Aquino, D'Aragona, D'Angiò, Colonna e Carafa, si succedettero sul territorio in periodi diversi della sua storia. Scarsissime sono le notizie sulla zona nel XVI secolo e nel primo periodo della dominazione spagnola.

E' rilevante però, per la storia locale, un documento del 16 giugno 1520 nel quale, con l'assenso di Prospero Colonna, signore della terra di Caramanico e della Rocchetta, si stabiliva tra l'altro, che i due territori e tenimenti, fossero distinti e separati ( autonomia della Rocchetta alias Roccacaramanico).
Si ha notizia di due chiese: la prima risalente alla Chiesa di S. Maria del 1514 e la seconda che riguarda la chiesa di S. Agata, del 1568. Agli inizi del XVII secolo Roccacaramanico è sotto la signoria dei Carafa.

Nel 1627 un violento terremoto sconvolse il piccolo centro, ma il fenomeno si ripeterà nel 1703, nel 1706 e ne l 1915.
Nel 1662, in un quadro completo dei beni sul territorio della Rocca, si nominano la Chiesa Matrice di S.Maria delle Grazie e quella di S. Antonio abate di cui si conserva, ancora oggi, una formella in pietra, scolpita sulla parete sud dell'edificio. Quest'ultimo, successivamente restaurato, ospitò il Municipio (anni '30), le scuole elementari e, nel periodo dell'abbandono, divenne in parte stalla. Dal 1981, dopo parziali riparazioni, è sede dell'Associazione Roccacaramanico, voluta dai nuovi "Roccolani" e dal 1999, dopo ulteriori restauri e ammodernamenti, è sede del Museo Etnografico "Diana e Tamara".

Nella seconda metà del '700 l'economia di questa zona risenti gravemente e della distruzione delle riserve boschive dovuta ad una maggiore estensione dei pascoli e, successivamente, dei mutamenti politici e sociali che portarono all'invasione del Regno di Napoli, per opera di G. Bonaparte alla cacciata dei Borbone e alla presenza, sul territorio, del fenomeno del brigantaggio, come ultima reazione borbonica contro il processo di unificazione dell'Italia.

L'archivio comunale di Roccacaramanico fu incendiato, con grave perdita di preziose testimonianze dal passata. Nel 1806, abolita la feudalità, Caramanico e Roccacaramanico furono dichiarati Comuni liberi, con amministrazioni indipendenti.
In quegli anni, alla Rocca, il sistema agro - pastorale vigente consisteva di soddisfare le esigenze primarie della popolazione, con una vita semplice e laboriosa. Si coltivavano cereali, legumi e, in piccola quantità, anche il lino. Pochi erano gli ulivi e le viti. Gli orti coltivati. Diffusi i funghi; i prati erano ricchi di erbe spontanee medicinali.

Gastronomia

La gastronomia abruzzese ha una caratterizzazione tutta particolare che le deriva dall'attaccamento della sua gente alla propria terra e dallo stretto legame con i suoi prodotti naturali: ne risulta una cucina umile ed agreste, che impiega mezzi ed ingredienti tradizionali e che spesso ricorre alle ricette antiche. Tutto questo ha indotto una certa letteratura gastronomica, i cui rappresentanti certamente non hanno mai provato i nostri " piatti tipici ", a fare grossi torti alla nostra regione. Intendiamo dire che in fatto di " buona tavola " si è continuato a considerare la nostra regione fra le " depresse ", così come succede per gli altri settori. A tutto questo l'abruzzese vuole ribellarsi. Noi vogliamo aiutarlo in questa sua bonaria ribellione che sa più di giusto riscatto che di rabbiosa recriminazione e che, fra l'altro, restituisce all'Abruzzo quel prestigio gastronomico che giustamente gli compete e che con estrema facilità si tenta di disconoscere.

" Non è quel che si dice una regione per ghiottoni. La terra non è ricca e scarsa è la varietà dei prodotti. La cucina è semplice, di tono rustico e con poche specialità ". ( ! )

Questo è stato scritto recentemente da uno dei tanti " inviati speciali " scesi qui da noi a " scoprire " la nostra regione. Veder catalogata la nostra cucina con l'aggettivo " semplice " non ci dà fastidio, anzi, anche nell'arte culinaria, come d'altronde in molte altre cose, la semplicità non può essere considerata una caratteristica negativa, ma tentare di farla passare insignificante, inadatta al palato dei cosiddetti " ghiottoni ", riteniamo sia ingiusto e francamente ci induce a pensare che chi giudica in tal modo la nostra cucina difficilmente avrà avuto la possibilità di sedersi di fronte ad una delle tante tavole imbandite nella nostra regione.

Un fatto è certo: troppo occupati a descrivere tratturi, pecore, zampogne, secondo un'iconografia ormai scaduta e stantia, le penne forbite e brillanti dimenticano di soffermarsi su argomenti più convincenti, proprio perché questi ultimi riescono a star lontani dai troppo abusati luoghi comuni. Anche in questo caso però si rischia di commettere un errore generalizzando. E' vero che nella letteratura corrente si è più disposti a magnificare con elogi elevati al superlativo la cucina romagnola, quella toscana e quella romana, piuttosto che riconoscere i pregi di quella abruzzese, ma è anche vero che alcuni fra gli scrittori gastronomi non hanno potuto fare a meno di inquadrare la " buona tavola " abruzzese nel posto che le compete. L'Abruzzo, dunque, vuole difendere la civiltà della sua mensa, ma lo vuol fare risollevando a nuovi fastigi quelle specialità antiche legate strettamente alle nostre tradizioni popolari e difendendole con le " armi " della genuinità e del buon gusto.

Vini

Dagli anni '60, dopo l'ottenuta D.O.C. data l'affermarsi progressivo dei vini abruzzesi nel mondo. I vini che godono della D.O.C. sono tre, e derivano da due soli vitigni, il Montepulciano e il Trebbiano, perfettamente acclimatati da lungo tempo nella regione, specialmente nella fascia collinare adriatica. Dei tre, il Montepulciano d'Abruzzo è un vino rosso di pieno corpo, che si presenta con due volti: da giovane è vivo e robusto, invecchiato acquista una nobile e sentorosa austerità.
Il Cerasuolo è un chiaretto rosso ciliegia (non un rosato), sapido e profumato, ottenuto scremando il cappello del Montepulciano durante la fermentazione.

Il Montepulciano
Il Trebbiano
Il Cerasuolo

Formaggi

Sui pascoli del Gran Sasso sono state censite ben 300 essenze foraggere, contro le 20, 30 delle alpi. Questa eccezionale varietà e il clima secco delle quote maggiori hanno favorito nei secoli l'allevamento ovino e la transumanza dalle altre regioni: dal Tavoliere pugliese, all'Agro Romano, dalla Maremma o dalla Terra di Lavoro, nel Casertano. La cultura della transumanza e delle relative produzioni casearie appartengono alla storia dell'Abruzzo, ma è nell'area del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che si trova la meta pastorale per eccellenza: Campo Imperatore, un altopiano a 1800 metri di quota, lungo 19 chilometri, dove a maggio salgono ancora oggi migliaia e migliaia di pecore.

Canestrato di Castel del Monte
Pecorino di Farindola

Salumi

Onde evitare equivoci, occorre precisare che, col termine lonza, soprattutto nell'Italia settentrionale, si identifica quella che in Abruzzo è chiamata coppa di testa: le parti commestibili della testa del maiale ( a molo per un giorno, poi bollite per quattro ore con qualche cartilagine dello stinco ), tagliate grossolanamente, condite con succo di limone, buccia di limone grattugiata e, nella versione piccante, con il peperoncino.
La forma è data in sacchi di tela, con pesi e tavole. Il colore, quasi grigio, diventa miracolosamente di un bel rosso allettante nella versione industriale.

Lonza aquilana
Mortadella di Campotosto
Salame di pecora
Salsiccia di fegato

Nei dintorni

Caramanico Terme

Nel cuore dell'Abruzzo, su uno sperone che fa da cuneo tra il fiume Orta ad ovest e il vallone del fiume Orfento ad est, a metri 550 s.l.m. , sorge Caramanico. Cittadina interessante per la bella posizione e stazione di cure termali e di soggiorno. Dista poco più di 50 Km da Pescara, a cui è ben collegata dall'autostrada A25 Pescara-Roma e da autoservizi pubblici. 
A pochi chilometri da Caramanico sorge nell'omonima frazione, la chiesa di San Tommaso, splendido esempio di architettura romanica. La facciata, in pietra, presenta tre portali di cui quello centrale è il più interessante: sull'architrave sono infatti scolpite le figure di Cristo con gli Apostoli, mentre nella lunetta sono ancora visibili tracce di un affresco raffigurante la Madonna col Bambino.

Sant'Eufemia a Majella

Il territorio di Sant'Eufemia a Majella occupa l'estremo lembo meridionale del pescarese, con una estensione totale di 4005 ha, territorio che si estende, nella sua totalità, nel Parco Nazionale della Majella. L'intero abitato è situato nella valle racchiusa dal versante occidentale della Majella e da quello del Monte Morrone esposto prevalentemente a nord-est, ad una quota di circa 900 mt sul livello del mare, lungo la statale 487. Nel territorio geografico di Sant'Eufemia si trovano le vette più elevate dei principali massicci, Monte Amaro e la Majella, essi sono Monte Pesco Falcone (mt 2646), Monte Rapina (mt 2026), Monte Mileto (1920) e Monte Le Mucchie (1985). Nel territorio di Roccacaramanico è situata "la rocca", proprio sotto le pendici del Monte Morrone.

Pacentro

Suggestivo centro posto alle pendici del Monte Morrone, Pacentro è dominato dalla severa mole del Castello di Cantelmo. Immerso nel verde e con una sua spiccata dimensione urbanistica, Pacentro possiede un fascino tutto particolare.

Il Castello di Cantelmo è circondato da un largo fossato ed ha pianta quadrilatera. Realizzato nel XIV secolo, conserva intatto il suo aspetto possente. Delle tre torri originarie del Castello di Cantelmo, due sono giunte sino ai nostri tempi praticamente integre e danno un aspetto caratterizzante all'intera costruzione.
Merita, comunque, una visita l'intero borgo.

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Attività e Sport

In Abruzzo tutti trovano qualcosa di interessante da vedere e da fare. Affascinante per tutti, la regione offre, in particolare, una vasta gamma di proposte e di attività rivolte ai giovani. I visitatori di ogni età in cerca di una vacanza sportiva trovano pane per i loro denti e sulle pareti di roccia e sui fiumi e sul litorale abruzzese. Per i giovani, sia che arrivino con le famiglie o insieme alle loro classi scolastiche, la cosiddetta regione dei parchi è una grande scuola all'aria aperta dove hanno la possibilità di accostarsi in maniera originale e stimolante alla natura, ai monumenti e alle attività tradizionali dell'uomo. Il mare e la montagna l'uno in vista dell'altro creano in Abruzzo il paesaggio ideale per gli appassionati dello sport nella natura.

Arrampicata e Volo libero

Arrampicata libera, cioè senza mezzi artificiali di progressione, praticata nelle palestre di roccia e nelle palestre artificiali pre-attrezzate. Il numero dei praticanti e dei siti attrezzati in Abruzzo è in continua crescita. Noi tra le tante località, vi segnaliamo: Roccamorice, Petrella Liri e Pietracamela per la qualità degli itinerari e della roccia.

Sono quelle discipline di volo aereo che non utilizzano propulsioni a motore, come il deltaplano ed il parapendio. Le montagne abruzzesi costituiscono un territorio d'eccellenza per questo tipo di attività. Luoghi di decollo famosi sono: Tocco da Casauria, Gioia dei Marsi, Monte Cristo e Campo Imperatore.

Cicloturismo e Mountain-bike

Dislivelli e panorami, insieme a un traffico automobilistico pił contenuto che altrove, fanno dell'Abruzzo un terreno di gioco ideale per gli appassionati del cicloturismo, che trovano pane per i loro denti in ogni momento dell'anno. Le rampe di Campo Imperatore e della Maielletta offrono ai pił preparati soddisfazioni analoghe a quelle dei passi dolomitici.

Le strade sterrate, le carrarecce e i tratturi che percorrono le alture e le colline d'Abruzzo offrono itinerari di grande fascino agli appassionati della mountain-bike. D'estate i percorsi pił suggestivi sono quelli della montagna, in particolare Roccacaramanico-Passo S. Leonardo, Roccacaramanico-Salle, il Parco Nazionale d'Abruzzo, del Sirente-Velino e dell'altopiano di Campo Imperatore. Nelle altre stagioni, il paesaggio collinare offre le migliori occasioni per piacevoli itinerari.

Trekking & Escursioni

Da Roccacaramanico a Guado S. Leonardo ai piedi del versante Est del Morrone

Monte le Mucchia (1986 m) da Roccacaramanico per il versante Est e la Piscina, discesa per la Costa del Sole

Monte Mileto (1920 m) da Guado S. Leonardo per il versante Est

Morrone di Pacentro (1800 m) da Pacentro per il Vallone di Mileto, discesa per il versante Est

Monte Porrara (2137 m) dalla Madonna dell'Altare per il versante Sud est e la cresta Sud

Monte Amaro (2793 m) da Fonte Romana per il Vallone Fondo di Maiella e Femmina Morta, discesa per la direttissima Ovest

Il "balcone orientale" della Maiella da M. Amaro a Guado di Coccia e Campo di Giove per i Valloni di Taranta, Izzo e Lettopalena 

Le località sciistiche

Tra il Gran Sasso e la Majella, il Velino-Sirente e i monti del Parco Nazionale d'Abruzzo, l'altopiano delle Cinque Miglia e i Monti Carseolani e Simbruini, una fitta rete di stazioni sciistiche ottimamente attrezzate è a disposizione degli appassionati della neve che arrivano da tutti i centri dell'Abruzzo e dalle regioni vicine. Segnaliamo le stazioni sciistiche più vicine e facilmente raggiungibili da Roccacaramanico.

Passo San Leonardo - A 1282 metri di quota, il valico che la statale 487 attraversa tra Caramanico Terme e Sulmona è il centro di una stazione sciistica che dispone di due skilift, di 7 Km di piste e un anello per il fondo. A pochi minuti da Roccacaramanico.

Campo di Giove - Ai piedi del versante occidentale della Majella, gli impianti di Campo di Giove salgono a quota 2350 sui pendii della Tavola Rotonda, e permettono quindi allo sciatore di toccare la più alta quota d'Abruzzo raggiungibile con mezzi meccanici. Una cabinovia sale da quota 1150 ai 1652 metri del Guado di Coccia, il valico tra la Tavola Rotonda e il monte Porrara intorno al quale sono in funzione 5 skilift, che servono 20 Km di piste.

Passo Lanciano e la Maielletta

All'estremità settentrionale della Majella, il comprensorio sciistico sale dai 1306 metri di passo Lanciano ai 1995 metri della Maielletta. La seggiovia e gli 8 skilift servono 27 piste di discesa.

Pizzoferrato e Gamberale - Tra le rocce e i boschi dei Monti Pizi, sul confine del Parco Nazionale della Majella, le piste di discesa di Pizzoferrato e Gamberale sono servite da due skilift. La zona è di sicuro interesse anche per il fondista.

Le piste da fondo

Per gli appassionati dello sci nordico, le montagne d'Abruzzo sono un terreno di gioco ideale. Altopiani dolcemente ondulati, fitti boschi percorsi da carrarecce e mulattiere, valli in dolce pendenza offrono a chi ama lo sci di fondo una straordinaria varietà di percorsi. Segnaliamo i comprensori sciistici dedicati esclusivamente al fondo.

Il Ceppo - Da questo valico a 1334 metri, una pista battuta conduce nel cuore del bosco Martese, il più spettacolare dei Monti della Laga.

Santo Stefano di Sessanio - Nel cuore di Campo Imperatore, gli anelli di questa località si raggiungono in 13 Km dal centro storico dominato dall'imponente torre medicea, e si snodano nei pressi dei 1573 metri del Lago Racollo.

Castel del Monte - Molto apprezzate dagli appassionati dello sci nordico, le piste si snodano all'estremità orientale di Campo Imperatore, tra il piano di Cretarola e la fonte Pietrattina.

Piano di Pezza - Accessibili in breve da Rocca di Mezzo, le piste che si snodano sull'altopiano sono nel cuore del Parco Regionale Sirente-Velino, e raggiungono le belle faggete di valle Cerchiata.

Opi - Le piste da fondo più interessanti del Parco Nazionale d'Abruzzo si snodano sul magnifico altopiano della Macchiarvana, tra Opi e il valico di Forca d'Acero.

Scanno - Due interessanti anelli si svolgono sull'altopiano di Passo Godi (1560 metri), sul confine del Parco Nazionale d'Abruzzo, che si raggiunge in 14 Km dalla storica cittadina. E' possibile salire al valico anche da Villetta Barrea e dalla valle del Sangro.

Bosco di Sant'Antonio - Poco a nord di Pescocostanzo, una splendida pista da fondo si svolge tra i faggeti secolari del bosco di Sant'Antonio e la valle che lo separa dal monte Rotella.

Lo sci-alpinismo

Sempre più numerosi, in tutta Europa, sono gli innamorati della neve che, dopo un più o meno lungo tirocinio sulle piste, si lanciano nell'entusiasmante avventura dello sci di alta montagna, che conduce ai valichi e alle vette più alti. L'Abruzzo è un ottimo terreno di gioco anche per questa attività. E' bene ricordare, però, che lo sci-alpinismo non si improvvisa. Per affrontarlo nel modo più sicuro e corretto, occorre affidarsi ad una guida alpina o frequentare un corso organizzato dal Club Alpino Italiano. Presentiamo le escursioni più interessanti partendo da quelle più vicine a Roccacaramanico.

Il Monte Amaro - La vetta più alta della Majella si può raggiungere da Caramanico Terme per il monte Rapina o da Lama dei Peligni per il vallone di Taranta.

Il vallone Fondo di Majella - Uno spettacolare itinerario, raggiungibile dal basso o utilizzando gli skilift di Campo di Giove.

Il Monte Gorzano - Una splendida e facile gita che porta da Cesacastina ai 2458 della vetta più elevata della Laga.

La Traversata Bassa del Gran Sasso - Un percorso decisamente più impegnativo, che tocca 2912 metri della vetta del Corno Grande.

Il Monte Camicia - Questa vetta di 2564 metri è la meta più nota del settore orientale del Gran Sasso.

La Tavola - Un facile e classico itinerario tra gli impianti della Magnola e il piano di Pezza.

Il Canalone Maiori - Uno splendido e impegnativo itinerario che porta ai 2358 metri della vetta del Sirente.

Il Versante Sud del Sirente - Un facile itinerario con partenza da Ovindoli.

La Val di Rose - Il più classico itinerario del Parco Nazionale d'Abruzzo, verso il rifugio di Forca Resuni.

Come arrivare

Bellissima la posizione di Rocca Caramanico che ha ottimo clima e buon acqua; di fronte a E. sorge l'imponete cresta della Maiella sulla quale a guisa di cono si eleva monte Amaro; i ripidi fianchi sono solcati da numerosi e dirupati valloni. Al di sotto scorre l'Orta e si svolge a N. in tutta la sua bellezza la pittoresca sua valle fino al corso del Pescara. A S. la vista è limitata dalle diramazioni del Morrone e della Maiella che si riuniscono, lasciando per passaggio il guado di S. Leonardo. A O. si eleva roccioso il monte Mucchia (1980 m.) una delle vette del Morrone che si va a rilegare alla vetta più alta (2060 m.). Rocca Caramanico un piccolo paese, e d'inverno mezzo sepolto col suo territorio nella neve.

Per gli amanti dei viaggi in auto, il percorso montano per Roccacaramanico è sicuramente uno tra i più belli e lo si nota immediatamente dopo aver percorso poche centinaia di metri della S.S. 487 che attraversa i centri di S. Valentino in A. C., Cararamanico Terme, S. Eufemia a Majella, vi si collega Roccacaramanico (distante 2 Km dalla statale) e continua attraversando Passo S. Leonardo, Pacentro e termina a Sulmona.

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